Assemblea costituente:1946-48
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L'Assemblea costituente fu eletta per mezzo di un sistema elettorale proporzionale, che consentì la rappresentanza di tutti i partiti in proporzione ai voti conseguiti. Da quel momento i partiti cessarono di essere tutti uguali, in quanto se ne poteva misurare la forza secondo il consenso riscosso presso l'elettorato.

Il quadro che si delineò fu il seguente:

  • Democrazia cristiana: 35.1% dei voti e 207 seggi, era la maggior forza politica;
  • Partito comunista: 18.9% dei voti 104 seggi;
  • Partito socialista: 20.7% dei voti e 115 seggi.

Questi ultimi due, uniti da un patto di collaborazione, costituivano l'ala di sinistra, più forte della Democrazia cristiana.

Questi tre partiti erano i "tre grandi" della politica italiana. Le forze liberali erano rappresentate, ma non in misura altrettanto consistente, a dimostrazione che la loro egemonia era ormai tramontata: il Partito liberale era rappresentato da 41 deputati e aveva il 60.8% dei voti, il Partito repubblicano aveva 23 seggi e il 4.4% dei voti, il Partito d'azione 7 seggi e 1.5% dei voti.

Il quadro politico della nuova Italia aveva quindi due schieramenti maggiori a confronto: la Democrazia cristiana da un lato, i partiti comunisti e socialisti dall'altro; le forze liberali erano incapaci di una politica costituzionale autonoma, ma capace di influenzare quella degli altri.

Tra queste forze maggiori nacque la COSTITUZIONE come un contratto politico in cui ciascuna forza è riuscita a ottenere qualcosa, rinunciando ad altro. Per questo si è parlato di COMPROMESSO COSTITUZIONALE.

Ad esempio, le forze marxiste rinunciarono alla socializzazione dei mezzi di produzione e si accontentarono della promessa di future riforme sociali i liberali accettarono che l'economia potesse essere indirizzata a fini sociali; le forze laiche annisero i Patti Lateranensi nella Costituzione; la Democrazia cristiana rinunciò all'idea di fare del Senato una camera rappresentativa delle forze economiche; i partiti di sinistra a loro volta, contro l’esigenza di uno Stato forte, capace di imporre grandi riforme sociali, accettarono le limitazioni del potere politico che potevano derivare dalle Regioni o dalla Corte costituzionale.

Il compromesso fu la condizione dell’approvazione unitaria della Costituzione: nel voto finale all’Assemblea costituente si contarono 453 favorevoli e solo 62 contrari.

Il compromesso costituzionale venne fin da subito interpretato in modo diverso, e non sempre benevolmente.

  • Gli esponenti della tradizione liberale vedevano nella Costituzione il prodotto di un mercanteggiamento tra DC, PCI e PSI e perciò parlavano spregiativamente di "Costituzione tripartita". In fondo, rimpiangevano le norme semplici, chiare e brevi dello Statuto Albertino e temevano che le promesse di giustizia sociale contenute nella Costituzione potessero servire da pretesti per limitare la libertà economica.
  • Altri vedevano nel compromesso costituzionale una parziale temporanea rinuncia ai loro ideali, necessaria per trovare l’accordo. La Costituzione appariva un compromesso transitorio, basato su questa riserva: alla prima occasione favorevole per qualcuna delle grandi forze politiche, l’accordo sarebbe stato rotto e se ne sarebbe scritta una nuova.
  • Altri ancora parlarono di compromesso, come ricerca di unità per costruire un regime nuovo, uno Stato di tutti e non di uno o di un altro partito, di una o di un’altra ideologia. La Costituzione come compromesso appariva, in questa luce, il prodotto dello sforzo unitario che le forze politiche fecero, dopo la fine del fascismo, per creare uno Stato che fosse di tutti, cioè uno stato democratico.

La ragione della riuscita del compromesso costituzionale è che i singoli partiti non concepirono la Costituzione secondo il loro immediato vantaggio particolare. Ciò avrebbe reso impossibile ogni accordo. L’Assemblea costituente lavorò invece con lo sguardo rivolto al futuro.

Queste considerazioni spiegano non solo perché allora fu possibile giungere ad un accordo sulla Costituzione, ma anche perché oggi è così difficile trovarne un altro per cambiarla.

 

 

 Scuola Media " Via Ribolle "  Plesso B. Croce  classe 3°M