Comitato di liberazione nazionale:1943-45
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Il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) (creato a Roma il 9 settembre 1943) è stata un'associazione di partiti e movimenti oppositori al fascismo e all'occupazione tedesca.

Era una formazione interpartitica formata da movimenti di diversa estrazione culturale e ideologica, composta da rappresentanti di comunisti PCI, cattolici DC, azionisti PdA, liberali PLI, socialisti PSIUP, e democratici-progressisti PDL. Il Partito Repubblicano rimase fuori dal CLN, pur partecipando alla Resistenza, per la sua posizione Istituzionale che comportava una pregiudiziale Antimonarchica-Istituzionale. Rimasero fuori anche alcuni gruppi di sinistra che non accettavano il compromesso dell'unità nazionale su cui si basava il CLN: "precedenza alla lotta contro il nemico esterno, spostando a dopo la vittoria il problema dell'assetto Istituzionale dello Stato".

Alla seduta di fondazione parteciparono: Ivanoe Bonomi (PDL, Presidente), Scoccimarro e Amendola (PCI), De Gasperi (DC), La Malfa e Fenoaltea (PdA), Nenni e Romita (PSI), Ruini (DL), Casati (PLI). Il mese successivo si erano già costituiti i Comitati Regionali e, successivamente anche i Comitati Provinciali.

Il primo a presiedere il CLN fu Ivanoe Bonomi a cui spettò, dopo la liberazione di Roma (giugno 1944), di assumere responsabilità di governo con la presidenza del consiglio. A lui successero alla presidenza del consiglio il 21 giugno 1945 Ferruccio Parri e il 10 dicembre 1945 Alcide De Gasperi. Il CLN ha coordinato e diretto la Resistenza e fu diviso in CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, presieduto da 1943 al 1945 da Alfredo Pizzoni) con sede nella Milano occupata e il CLNC (Comitato di Liberazione Nazionale Centrale); operò come organismo clandestino durante la resistenza ed ebbe per delega poteri di governo nei giorni di insurrezione nazionale.

Il primo atto politico del CLN dopo il 25 aprile 1945 fu l' abrogazione delle leggi economiche fasciste sulla socializzazione delle imprese.

Ogni partito rappresentato nel CLN ebbe le sue Formazioni Partigiane, che in genere erano coordinate dal suo rappresentante nel CLN. Inoltre vi furono formazioni Repubblicane, ed anche di altri gruppi di sinistra.

I Comitati Regionali e Provinciale ebbero un compito prevalentemente politico e di coordinamento, con influenza ma non comando diretto sulle formazioni militari partigiane, che risposero in genere direttamente al loro partito. In vari casi le formazioni militari disattesero accordi e ordini del CLN.

Volantino diffuso in Romagna nel marzo 1944. Superando incomprensioni e divisioni, i partiti politici antifascisti si costituirono in Comitato di Liberazione Nazionale della Romagna. Già dopo l'8 settembre 1943 le forze politiche avevano costituito il Comitato romagnolo di liberazione. Tuttavia, con la dichiarazione di guerra alla Germania da parte del re avvenuta il 13 ottobre 1943, l'ULI (Unione dei Lavoratori italiani) - organizzazione che raccoglieva antifascisti di ispirazione repubblicana, socialista, azionista - assunse una posizione intransigente rifiutando di collaborare con la monarchia e ritirò i propri rappresentanti dal Comitato. Esso, da quel momento fino al marzo 1944, fu formato dai soli rappresentanti dei partiti Cristiano sociale, Socialista di unità proletaria e Comunista.

Prima delle elezioni del 1946 i CLN vennero spogliati di ogni funzione e quindi sciolti nel 1947.

 

 Scuola Media " Via Ribolle "  Plesso B. Croce  classe 3°M