FERNAND OURY

 

Note biografiche
Fra i fondatori della Pedagogia Istituzionale, movimento di pratica e pensiero educativo costituitosi in Francia negli anni ’60, riveste un ruolo centrale Fernand Oury (1920 -1998).
Oury elabora i fondamenti della sua pratica pedagogica già dagli anni ’50 a partire dall’esperienza diretta come maestro. Si rifiuta di riprodurre i meccanismi presenti in molte scuole "caserme" e si pone l’obiettivo di aiutare gli allievi a diventare attori del proprio apprendimento. Secondo Oury nella scuola tradizionale le regole sono implicite e l’allievo non può orientarsi e sapere perché gli si dice di fare una determinata attività: "Sono condannato a fabbricare in serie dei cittadini, dei produttori docili che sanno leggere testi scelti da altri, scrivere sotto dettatura e contare i soldi degli altri"
L’incontro con Célestin Freinet lo aiuta a rispondere a molte delle sue domande, Oury è un convinto sostenitore dell’approccio e delle strategie messe a punto da Freinet. Il riferimento all’approccio di Tosquelles e la collaborazione con suo fratello Jean, psichiatra, e Aida Vasquez, psicologa, permettono di cominciare ad avanzare le ipotesi di base della pedagogia istituzionale. Inoltre è importante ricordare che Fernand Oury è in stretta collaborazione intellettuale per oltre 10 anni con lo psicoanalista J. Lacan.
Oury prosegue la sua ricerca pedagogica specializzandosi nell’insegnamento ai bambini in difficoltà (1955) poi, nel 1963, ai bambini handicappati.
 
Il pensiero
La pedagogia istituzionale nasce con il contributo di molti apporti; Fernand Oury elabora la sua "teoria del trepiede": il primo appoggio dà largo spazio alle tecniche Freinet che favoriscono l’espressione e la produzione attiva da parte degli allievi; il secondo si interessa alla dinamica di gruppo e all’osservazione del gruppo-classe, nel solco del lavoro di Bion e Lewin. Il terzo riferimento portante è l’approccio psicoanalitico di Lacan e Dolto e il movimento della psicoterapia istituzionale (J. Oury, Tosquelles).
"L’arricchimento generato dall’integrazione nel modello pedagogico degli studi sociali  e il prendere sempre più spazio, anche nel linguaggio culturale, di scienze quali la psicoanalisi, al teoria rogersiana e il marxismo, fanno della pedagogia istituzionale, più che un modello uniforme, un movimento con diversi orientamenti"(1)
E’ proprio l’incontro tra alcuni psicoterapeuti di impostazione psicanalitica (François Tosquelles, Jean Oury) e alcuni insegnanti, in primo luogo lo stesso Oury,  che origina la costituzione del gruppo "Pedagogia Istituzionale" nel cui documento di presentazione  si delinea chiaramente l’impostazione di fondo.
"Nel campo pedagogico ci sembra essenziale l’utilizzazione delle strutture del gruppo istituito e del collettivo. Questa utilizzazione suppone relazioni interindividuali e un intrecciarsi di scambi materiali, affettivi e verbali; richiede la presa di coscienza dei ruoli, delle leggi inconsce che fondano le relazioni, l’utilizzazione possibile dei conflitti, l’attivazione di ideali comuni e del rispetto della particolarità di ognuno. Presuppone lo studio sistematico della personalità del bambino - rilevando l’importanza della sua dimensione storica e del suo radicamento nell’ambiente sociale - nello stabilire relazioni di collaborazione educativa con i genitori.
Sono assolutamente necessarie la presa in carico su di un arco di tempo più ampio dell’anno scolastico e di conseguenza la ricerca di una articolazione della classe con l’insieme del gruppo scolastico.
Ugualmente è necessario lo studio della posizione del maestro nel gruppo classe, la distinzione tra quello che egli rappresenta simbolicamente e quello che rappresenta sul piano immaginario di fronte al bambino.
Le tecniche usate nella classe - tecniche di espressione libera motivata dal giornale di classe, corrispondenza interclasse, cooperazione sul piano dell’amministrazione della classe, tecniche di studio dell’ambiente, ecc. - devono essere numerose, non limitate e molto diverse. Sono il supporto delle relazioni e permettono l’affiorare di affinità inespresse, la mediazione in certe relazioni, un reticolato materiale istituzionale. Sullo sfondo di tecniche molto diverse alcune tecniche privilegiate sono particolarmente adatte ad agire direttamente sull’ordinazione del gruppo. Queste tecniche devono condurre all’edificazione di un ambiente educativo tollerante:
- dove le facoltà di ognuno su di un arco di possibilità assai vasto possono svilupparsi ed essere utilizzate dal gruppo in una complementarietà positiva dove ci si aiuta reciprocamente;
- dove tutte le forme di espressione e di curiosità sono accettate dal gruppo e all’interno del gruppo;
- dove un ordine preciso nasce dalla volontà di tutti di lavorare e progredire in comune e stabilire una razionale divisione di compiti e di decisioni;
- dove la competizione non esiste tra i bambini, e le facoltà intellettuali e verbali non sono le sole coltivate e non sono il solo criterio di riuscita;
- dove ogni apporto esterno alla classe è considerato un elemento di cultura e di educazione".(2)


(1) Canevaro, A. (cura di), Handicap, ricerca e sperimentazione. La realizzazione di un progetto educativo per l’integrazione, (1988), Roma, La Nuova Italia Scientifica
(2) Vasquez, A., Oury, F. (1975), L’educazione nel gruppo classe, La pedagogia istituzionale, (1975), Bologna, Ed. Dehoniane


Bibliografia 

In lingua originale

Vasquez, A e Oury, F. Vers une pédagogie institutionnelle, (2000), Vigneux, Editions Matrice
Vasquez, A e Oury, F. De la classe coopérative à la pédagogie institutionnelle, (2001), Vigneux, Editions Matrice
Catherine Pochot C. e Oury, F., Qui c’est le conseil (1979) Editions Maspero
Catherine Pochot, C. Oury, F. Oury, J.  L’année dernière, j’étais mort?  signé Miloud, (1986), Vigneux,  Editions Matrice
Thébaudin, F. e Oury, F. Pédagogie institutionnelle :inconscient, groupes, techniques, (1995), Vigneux,  Editions Matrice


In italiano
Vasquez A. e Oury F., L’educazione nel gruppo classe, La pedagogia istituzionale (1975), Bologna, Ed. Dehoniane
Vasquez A. e Oury F. ,Tecniche e istituzioni nella classe cooperativa, (1978), Milano, Emme edizioni

Sitografia

www.ceepi.org
sito dell’Associazione Maintenant la Pédagogie Institutionelle 

Scheda a cura di Giovanna Di Pasquale



ultima modifica: 03/08/2010
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