I LUOGHI DELLO SPETTACOLO

a cura di Ferranti Giuseppina

Maschere

Il Teatro Comunale
Il Teatro Comunale: episodi e aneddoti
Altri luoghi....  altri teatri
protagonisti
Le immagini           
I Luoghi dello Spettacolo

La bibliografia

 

 

TEATRO COMUNALE: Piazza della Misura

Inaugurato nel 1776, il Teatro Comunale era stato progettato dall'architetto Cosimo Morelli e decorato, fra gli altri, da Felice Giani, Pompeo Randi, Cesare Camporesi.
Caratterizzò per quasi due secoli la vita culturale dei forlivesi divenendo punto di riferimento per la città fino al 9 novembre 1944, quando la torre civica minata dai militari tedeschi in ritirata ne determinò con il suo crollo la distruzione.
Prosa, spettacoli di pre-cinema, concerti, ma soprattutto stagioni liriche vennero ospitati con continuità nel teatro, che presentava una pianta ellittica con tre ordini di palchi e loggione.
Diamo di seguito l'elenco delle opere che vennero rappresentate nel Teatro Comunale negli anni che ci interessano (1860/1930)  (da Raffaeli Michele, Il Teatro Comunale di Forlì nella vita musicale italiana (1776-1944), ed. STC 1982)

1860: MARIA DI RUDENZ di Gaetano Donizetti; IL TROVATORE di Giuseppe Verdi;
1861: L'EBREO di G. Apolloni;
1862: RIGOLETTO di Giuseppe Verdi;
1863: VITTOR PISANI di Achille Peri; I MASNADIERI di Giuseppe Verdi:
1864: LE PRECAUZIONI di Errico Petrella; TUTTI IN MASCHERA di Carlo Pedrotti; IL   TROVATORE di Giuseppe Verdi; NORMA di Vincenzo Bellini;
1865: I PURITANI di Vincenzo Bellini; LA SONNAMBULA di Vincenzo Bellini;
1866: I FALSI MONETARI di Lauro Rossi;
1867: MARTA di Friedrich Von Flotow; UN BALLO IN MASCHERA di Giuseppe Verdi;
1868: IL FOLLETTO DI GRESY di Errico Petrella; IL BIRRAIO DI PRESTON di Luigi                      Ricci; CRISPINO E LA COMARE di Giuseppe Donati e Quinto Minguzzi;
1869: POLIUTO di Gaetano Donizetti;
1870: JONE di Errico Petrella; ERNANI di Giuseppe Verdi;
1871: IL CONTE ORY di Gioachino Rossini; LA SONNAMBULA di Vincenzo Bellini;              SAFFO di Giovanni Pacini;
1873: RUY BLAS di Filippo Marchetti; LA FORZA DEL DESTINO di Giuseppe Verdi;
1874: LE EDUCANDE DI SORRENTO di Emilio Usiglio; IL CAID di Ambrogio Thomas; L'ELISIR D'AMORE di Gaetano Donizetti;
1875: LA CONTESSA D'AMALFI di Errico Petrella; MARIA DI ROHAN di Gaetano  Donizetti; CRISPINO E LA COMARE di Luigi e Federico Ricci; LA SONNAMBULA di Vincenzo Bellini; L'ELISIR D'AMORE di Gaetano Donizetti;
1876: FAUST di Charles Gounod; LA FAVORITA di Gaetano Donizetti;
1878/79: IL BARBIERE DI SIVIGLIA di Giovanni Paisiello; RIGOLETTO di Giuseppe     Verdi; I PROMESSI SPOSI di Amilcare Ponchielli; IL TROVATORE di Giuseppe Verdi;
1879: LA CONTESSA DI AMALFI di Errico Petrella; L'AVARO di Carlo Brizzi;
1880: L'EBREO di Giuseppe Apolloni; LA SONNAMBULA di Vincenzo Bellini;
1881: DON BUCEFALO di Antonio Cagnoni; IL BARBIERE DI SIVIGLIA di Gioachino   Rossini; PAPA MARTIN di Antonio Cagnoni ; DON PASQUALE di Gaetano Donizetti; NAPOLI DI CARNEVALE di Nicola de Giosa
1882: GLI UGONOTTI di Giacomo Mayerber
1883: MARTA di Federico; DINORAH di Giacomo Meyerbeer; LINDA DI CHAMONIX di  Gaetano Donizetti; LA GIOCONDA di Amilcare Ponchielli
1885: IL TROVATORE di Giuseppe Verdi; LE EDUCANDE DI SORRENTO di Emilio   Usiglio;
1886: UN BALLO IN MASCHERA di Giuseppe Verdi; LA TRAVIATA di Giuseppe Verdi; FAUST di Charles Gounod;
1887: LUCIA DI LAMERMOOR di Gaetano Donizetti; RIGOLETTO di Giuseppe Verdi;
1888: LA FAVORITA di Gaetano Donizetti; MIGNON di Ambrogio Thomas;
1889: FRA DIAVOLO di Esprit Auber; IL BARBIERE DI SIVIGLIA di Gioachino Rossini; CARMEN di Georges Bizet;
1890: NORMA di Vincenzo Bellini; ERNANI di Giuseppe Verdi;
1891: LA FORZA DEL DESTINO di Giuseppe Verdi; L'EBREA di Fromental Halévy
1892: AIDA di Giuseppe Verdi; MEFISTOFELE di Arrigo Boito; LUCREZIA BORGIA di Gaetano Donizetti;
1893: LOHENGRIN di Riccardo Wagner; LA PELLEGRINA di Filippo Clementi;
1894: FAUST di Charles Gounod;
1900: CAVALLERIA RUSTICANA di Pietro Mascagni; PAGLIACCI di Ruggero Leoncavallo; CARMELA di M. Diana; MANON di Giulio Massenet; DON PASQUALE di Gaetano Donizetti; IL BARBIERE DI SIVIGLIA di G. Rossini;
1901: MANON LESCAUT di Giacomo Puccini; LA BOHEME di Giacomo Puccini; FAUST di Charles Gounod;
1902: RIGOLETTO di Giuseppe Verdi; LA TRAVIATA di Giuseppe Verdi; IL TROVATORE; MARIA DI ROHAN di Gaetano Donizetti; GUGLIELMO TELL di Gioachino Rossini;
1903: MIGNON di Ambrogio Thomas; MANON di Giulio Massenet; L'AMICO FRITZ di Pietro Mascagni;
1904: LA FAVORITA di Gaetano Donizetti; FEDORA di Umberto Giordano; CAVALLERIA RUSTICANA di Pietro Mascagni; LUCIA DI LAMERMOOR di G.Donizetti;
1905: LA SONNAMBULA di Vincenzo Bellini; I PURITANI di Vincenzo Bellini; IL BARBIERE DI SIVIGLIA di Gioachino Rossini;
1906: IL TROVATORE di Giuseppe Verdi;
1907: L'ELISIR D'AMORE di Gaetano Donizetti; LA TRAVIATA di Giuseppe Verdi; DON PASQUALE di Gaetano Donizetti;
1908: RIGOLETTO di Giuseppe Verdi; WERTHER di Giulio Massenet; AMICA di Pietro Mascagni; ANDREA CHENIER di Umberto Giordano; LA BOHEME di Giacomo Puccini; LUCIA DI LAMERMOOR di Gaetano Donizetti;
1909: LA FORZA DEL DESTINO di Giuseppe Verdi; GIULIANA di Archimede Montanelli; LUCIA DI LAMERMOOR di Gaetano Donizetti; DON PASQUALE di G. Donizetti;
1910: IL BARBIERE DI SIVIGLIA di Gioachino Rossini; I PURITANI di Vincenzo Bellini; WERTHER di Giulio Massenet;
1911: MADAMA BUTTERFLAY di G. Puccini; IL MATRIMONIO SEGRETO di Cimarosa;
1911/12: TOSCA di Giacomo Puccini; LA TRAVIATA di Giuseppe Verdi;
1913: LOHENGRIN di Riccardo Wagner; OTELLO di Giuseppe Verdi;
1914: UN BALLO IN MASCHERA di Giuseppe Verdi; PAGLIACCI di Ruggero Leoncavallo; CAVALLERIA RUSTICANA di Pietro Mascagni;
1915/16: LINDA DI CHAMOUNIX di G. Donizetti; IL BARBIERE DI SIVIGLIA di G.Rossini;
1916: FEDORA di Umberto Giordano;
1919: LA BOHEME di Giacomo Puccini; LA WALLY di Alfredo Catalani; AIDA di G.Verdi; LA TRAVIATA di Giuseppe Verdi; CAVALLERIA RUSTICANA di Pietro Mascagni; PAGLIACCI di Ruggero Leoncavallo;
1919/20: IL TROVATORE di Giuseppe Verdi; LA SONNAMBULA di Vincenzo Bellini; ERNANI di Giuseppe Verdi;
1920: RIGOLETTO di Giuseppe Verdi;
1921: LORELAY di Alfredo Catalani;
1922/23: LA BOHEME di Giacomo Puccini; IL BARBIERE DI SIVIGLIA di Gioachino Rossini; WERTHER di Giulio Massenet;
1924: ISABEAU di Pietro Mascagni;
1924/25: MADAMA BUTTERFLAY di Giacomo Puccini; ANDREA CHENIER di U. Giordano;
1927: LOHENGRIN di Riccardo Wagner;
1928: IL TROVATORE di Giuseppe Verdi; ANDREA CHENIER di Umberto Giordano; RIGOLETTO di Giuseppe Verdi; TOSCA di Giacomo Puccini
1929: LA BOHEME di Giacomo Puccini;
1930: IL BARBIERE DI SIVIGLIA di G. Rossini; ANDREA CHENIER di Umberto Giordano; LUCIA DI LAMERMOOR di Gaetano Donizetti; LA FORZA DEL DESTINO di G. Verdi.

                                                   
... e poi ...


TEATRO SANTARELLI poi politeama ERMETE NOVELLI ( PESTAPEVAR)
angolo piazza Morgagni e via Oreste Regnoli.
Costruito dal dott. Giovanni Geremé Santarelli, inaugurato nel 1835 e riaperto nel 1905, con tre ordini di palchi e loggione, ospitò spettacoli di marionette, allegre feste da ballo, sontuose cene, esercizi ginnici e d'acqua (la platea poteva trasformarsi in "picciol lago"), commedie, musica vocale.
Fu abbattuto nel 1914 per poter costruire una nuova strada (l'attuale via G. Mercuriali).   
SFERISTERIO o ARENA DEL GIOCO DEL PALLONE (poi TEATRO DIURNO)
Via Filippo Corridoni.   
L'arena del gioco del pallone, eretta dall'ing. Giacomo Santarelli, fu inaugurata nel 1824 ed ospitò anche spettacoli teatrali popolari fra il 1863 e il 1878, sfruttando un palcoscenico di legno che fu poi abbattuto.
Si ricordano numerose ascensioni col pallone avvenute nello Sferisterio.
ARENA FABBRI
Corso della Repubblica.
Costruita nel 1880 per feste da ballo e rappresentazioni teatrali, aveva addirittura 1887 posti numerati, galleria e palchi. L'attività, specie di prosa, fu assai intensa.
Fu demolita nel 1892 per lasciare libera l'area in cui sarebbe sorta la fabbrica Becchi.
TEATRO ZANUCCOLI
Corso Garibaldi.
Inaugurato nel 1875, il teatro era stato ricavato all'interno della chiesa di S.Antonio dei Battuti Celestini: venne utilizzato per soli quattro anni per spettacoli notturni comici e musicali.
Il complesso, trasformato e in parte ricostruito, é l'attuale chiesa di S.Francesco.
LA GRAN BRETAGNA
Corso A.Diaz (S.Antonio Vecchio).
La più antica chiesa di Ravaldino, dopo le soppressioni degli ordini religiosi, ebbe diverse funzioni: col nome popolare di "Gran Bretagna" nella seconda metà dell'Ottocento fu adibita a sala da ballo.
TEATRINO DI PALAZZO MERLINI
Via Maroncelli.
Numerosi spettacoli teatrali vennero rappresentati, alla fine dell'Ottocento e all'inizio del nostro secolo, nel salone settecentesco.
GIARDINO PASQUALI
Via Caterina Sforza.
Il piccolo teatro all'aperto, dotato di sedie su un prato, venne inaugurato nel 1908: era adiacente alla casa Pasquali.
PADIGLIONE DEL PESTAPEVAR
Piazza XX Settembre.
Venne inaugurato nel 1893 per ospitare spettacoli di varietà e circensi, operette, e soprattutto feste da ballo. Alla primitiva ampia sala del Padiglione con due ordini di palchi e due gallerie in legno era stato aggiunto un palcoscenico.
Un furioso incendio lo distrusse nel 1897 poco dopo uno spettacolo. Il teatro era assicurato.
Nell'area venne costruito il palazzo delle Poste; ora vi ha sede la Banca Nazionale dell'Agricoltura.
TEATRO DELL'AGRUMAIA E DEL CONVENTO DELL'ABBAZIA DI S.MERCURIALE
Piazza Saffi.
Furono svolte numerose attività musicali e di prosa nel teatro ricavato da ambienti posti all'interno del convento dopo l'inaugurazione del 1888.
TEATRO S.LUIGI
Via Nanni.
Costruito sotto la direzione dell'ing. Vincenzo Pantoli, fu inaugurato nel 1893.
Dotato di un palcoscenico e di una balconata, sobrio nell'impianto (la sala é un semplice vano rettangolare), mostra finezza nel decoro della facciata.
Fu utilizzato per la prosa, poi, nel secondo dopoguerra, come sala cinematografica.
Ora é in fase di ristrutturazione.
SALA FELICI
Via delle Torri.
Ospitata in casa Santucci, varie furono le attività della fine dell'Ottocento: da esperimenti di elettrobiologia a drammi, a spettacoli di burattini.
PALAZZO GUARINI BENZI
Via dei Mille.
Dalla fine del sec. XIX vi furono realizzati spettacoli teatrali: vi era ospitata la Società Filodrammatica Forlivese.
SOCIETA' FILODRAMMATICA TALENTONI
Via Maroncelli.
La Società ebbe sede nel palazzo Paulucci di Calboli Barone dal 1876 al 1894.
TEATRO DELLA CASA DEL SOLDATO
Via Arquati.
Ebbe breve vita dopo l'inaugurazione del 1920.
Vi era ospitata la Filodrammatica intitolata a Fulcieri.
CINEMATOGRAFO PERMANENTE
Corso della Repubblica.
Aperto nel 1905 davanti alla chiesa di S.Lucia, rappresenta la prima sala cinematografica di Forlì.
Passato di proprietà a Giuseppe Pollini, fu trasferito nel palazzo dove ha attuale sede la Banca Popolare dell'Emilia Romagna col nome di CINEMATOGRAFO EXCELSIOR.
Nel 1908, lussuosamente rinnovato, venne ancora spostato (al n..2 del Corso) col nome di CINEMA COLOSSAL VIEW.
CINEMATOGRAFO PATHE' FRE'RES
Via Mazzini.
La sala venne inaugurata nel 1909.
SOCIETA' DEI CONCERTI
Isolato dietro il palazzo delle Poste.
Varie attività culturali vennero realizzate dal 1914; nel primo dopoguerra si fuse col Piccolo Club.
SALONE DON BOSCO
Via Giorgio Regnoli.
Dal 1909 venne usato come teatro, cinema e per le attività delle Associazioni cattoliche.
TEATRO APOLLO
Via Mentana.
Fatto costruire da Leonida Vallicelli su disegno dell'ing. Sesto Baccarini per sopperire alle funzioni del demolito Politeama Novelli, venne inaugurato nel 1914 col nome di KURSAAL CENTRALE "ad uso di Cinematografo, Ballo e Skattinaggio" (F. Guarini).
Ospitò anche prosa, concerti vocali, campionati di lotta greco-romana.
ARENA FORLIVESE
Via G. Regnoli.
Costruita nel 1918 per spettacoli all'aperto, fu proprietà, come il Cinema Apollo, di Leonida Vallicelli. Presenta un ampio palcoscenico in muratura e vasta platea pavimentata; era anche dotata di camerini. In seguito vennero aggiunte gradinate di cemento e, nel 1923 l'arena venne arricchita di ampie sale. La struttura versa attualmente in condizioni di grave degrado.
TEATRO HESPERIA (poi ESPERIA)
Via Arquati.
Di proprietà dell'impresario Giuseppe Pullini, venne inaugurato nel 1926. Costruito dalla ditta Benini e decorato finemente a motivi floreali dal pittore Mario Camporesi, presentava raffinati stucchi, pannelli e fregi assai eleganti.
Concerti e spettacoli di varietà furono inizialmente ospitati nel teatro, che nel secondo dopoguerra venne impiegato per la prosa prima, come sala cinematografica poi.
E' stato recentemente demolito: lo spazio ricavato verrà utilizzato per un edificio residenziale.
TEATRO PROVVISORIO E TEATRO ALL'APERTO NEL PALAZZO PAULUCCI
Piazza Ordelaffi (del Duomo).
Dal 1909 al 1914 vi aveva sede l'Accademia Forlivese dei Filodrammatici. Nel 1927 vi si tennero concerti degli Amici dell'Arte.   
SALA PETTINI (palazzo Albertini).
Piazza Saffi.
Inaugurata nel 1819 venne utilizzata fino al 1893 soprattutto per feste da ballo.
SALA GADDI
Corso Garibaldi.
Inaugurato nel 1827, fu magnifica cornice per eleganti spettacoli ospitati nelle sue sale riccamente decorate.
SALA MANZONI
Corso Garibaldi.
All'interno dell'antico palazzo Manzoni vennero realizzate attività teatrali e spettacoli di burattini.
BELLA PESCATORINA
Corso Garibaldi.
All'inizio del secolo, lo spazio della chiesa sconsacrata di S.Febronia ospitò il "Cinema Popolare" e fu usato come sala da ballo.
TEATRO DELLE VARIETA', LOCALE MISURA (FORO ANNONARIO)
Piazza Cavour.
Fu utilizzato dalla società "E' Pestapevar" dal 1886 per i festeggiamenti del carnevale: venivano utilizzati allestimenti effimeri per balli, giostre, pesche, fiere gastronomiche.
TEATRO MAZZINI
Corso della Repubblica.
Nell'edificio che ospitava il Regio Liceo Classico, nella sala con balconata, gli Amici dell'Arte organizzarono concerti negli anni Venti/Trenta.


Le piazze cittadine, da sempre, conoscono l'utilizzo degli spazi per spettacoli vari. Così fu negli anni che ci interessano, così é attualmente.

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Le notizie sui luoghi dello spettacolo sono state tratte soprattutto da:
Maria Cristina Gori, La pittura nella finzione. Architettura e decorazione a Forlì nei luoghi dello spettacolo tra '800 e '900, Forlì 1997.


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Il Teatro Comunale: episodi e aneddoti

Varie e sostanzialmente interessanti furono, come si può notare dall'elenco delle opere, le stagioni liriche del principale teatro forlivese. Ma anziché sottolineare il valore di certi interpreti o l'importanza di alcune prime, si possono ricordare momenti particolari nella vita del Teatro Comunale.

La sera del 22 gennaio 1871 la rappresentazione di "Sonnambula" venne interrotta da una forte scossa di terremoto che provocò il panico fra artisti e spettatori: grande fu lo spavento al fenomeno "vorticoso prima, poi sussultorio e per ultimo ondulatorio" come annota il Guarini, che aggiunge come "molte Signore siano state prese da convulsioni e da deliqui". Non ci furono comunque gravi danni, tanto che lo spettacolo, bene o male, fu portato a termine.

Di ben altra natura fu lo stupore e la reazione degli spettatori all'introduzione nel teatro, il 26 dicembre 1887, dell'illuminazione elettrica che sostituiva il già apprezzabile sistema a gas in uso dal 1863. Il pubblico in quella stagione fu sempre numeroso, non solo per la qualità degli interpreti, ma anche per godere dal vivo di spettacoli così "illuminanti".

Aggiungiamo il ricordo di un avvenimento a lungo atteso dai forlivesi: la presenza del tenore Angelo Masini (vedi scheda) nel teatro cittadino.
Dopo una prima apparizione nel 1868 in una "accademia di canto" (cioè un concerto di esordio con cui il giovane aveva voluto ringraziare i benefattori che avevano finanziato i suoi studi), ormai considerato a livello internazionale uno dei massimi interpreti della sua generazione, Angelo Masini tornò nel 1882 nella sua città con una compagnia di canto sceltissima per interpretare uno dei suoi cavalli di battaglia: "Gli Ugonotti" di Meyerbeer. Furono quindici serate straordinarie che suscitarono emozioni profondissime negli spettatori e che rimasero nel ricordo come irripetibili.
Data l'eccezionalità dell'avvenimento, il concorso di pubblico non fu frenato dal triplicarsi del costo dei biglietti (il Guarini, puntigliosamente, annota particolari e incassi per ogni rappresentazione); il Masini poi, sempre straordinariamente generoso e attento ai bisogni degli umili, fece versare il suo cachet (£ 20.000) in beneficenza.
Il suo pubblico, dopo l'ultima rappresentazione, lo colmò di regali e alla luce di ben 500 torce a vento, lo portò in trionfo, accompagnato dalla banda cittadina, fino a casa.


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Protagonisti della vita musicale forlivese


ANGELO MASINI (Forlì, 1844 -1926)
Di modesta famiglia, dopo un breve periodo di apprendistato nella bottega di un ciabattino, iniziò lo studio del canto, avvalendosi soprattutto dell'insegnamento della grande Gilda Minguzzi che lo aiutò a costruire quella meravigliosa voce che emozionò per una trentina d'anni i pubblici d'Europa e d'America. Si ricordano soprattutto le 27 trionfali presenze a Pietroburgo, dove ricevette numerosi e preziosissimi regali dallo zar in persona.
La voce purissima, la personalissima vocalità, lo studio costante, la notevole capacità interpretativa, il repertorio vastissimo (si parla di 107 ruoli), fecero di Angelo Masini uno dei sommi tenori della sua epoca.
Va almeno ricordata la presenza del tenore forlivese nelle esecuzioni dirette dallo stesso Verdi, che per lui ebbe parole ammirate, della "Messa da Requiem" in morte di Alessandro Manzoni.
Divenuto ricchissimo, impiegò il suo denaro soprattutto nell'acquisto di poderi (si dice 107 come i suoi ruoli) in Romagna.
Aiutò generosamente bisognosi e istituzioni locali (Ospedali e Opere Pie di Forlì e Faenza), come offrì ricchezze e cimeli in occasione della guerra mondiale. Il Liceo Musicale di Forlì, a lui intitolato, é stato reso possibile da un suo lascito generosissimo.

MARIA FARNETI (Forlì, 1887-1955 )
La brillantissima carriera del soprano Maria Farneti si racchiude fra il 1899 ed il 1917, anno in cui precocemente abbandonò le scene, in seguito al matrimonio con l'avvocato Luigi Riboldi.
E' considerata fra le interpreti più alte del repertorio di Puccini e di Mascagni: fu legata a quest'ultimo da un importante sodalizio artistico che culminò in prime esecuzioni di opere del compositore livornese e in numerose e straordinarie interpretazioni di eroine mascagnane.
La sua voce dalla grande purezza e bellezza timbrica si univa ad un aristocratico riserbo e ad un'intelligente preparazione: interessanti sono le lettere a lei scritte da Puccini, Giordano, Toscanini. Ricco é il materiale conservato nella sala a lei dedicata nel Museo del Teatro di Forlì.

INES FRONTICELLI BALDELLI (Forlì, 1893 - 1961)
Fu una delle grandi soubrettes dell'operetta: dotata di voce armoniosa che venne lodata da grandi cantanti (Angelo Masini e Beniamino Gigli ), ma anche di una elegante figura e di presenza scenica, fece parte, con lo pseudonimo di INES LIDELBA, di importanti compagnie di operette: "BOCCACCIO", "LA BELLA ELENA", " MADAME DI TEBE" furono i suoi cavalli di battaglia.
Fu calorosamente apprezzata anche da Franz Lehàr che ne diede un giudizio appassionato.

NINO ROSSI (Forlì,1895 - Fortezza, 1952)
Ottenne successi straordinari come ragazzo prodigio, ma fu nella maturità che espresse le sue qualità nel pianismo internazionale: fu uno dei più grandi concertisti della sua epoca e memorabili restano le sue interpretazioni di Bach, di Beethoven, di Brahms.
Fu anche docente in un Conservatorio berlinese, a S.Cecilia di Roma, al Giuseppe Verdi di Milano.
Restò legato alla sua terra dove spesso si esibì e vincoli di amicizia furono da lui mantenuti con Spallicci, Balilla Pratella, Beltramelli.

ARCHIMEDE MONTANELLI (Forlì, 1848 -1932)
Fu brillante direttore d'orchestra, insegnante di strumenti ad arco, direttore di istituti musicali, compositore, letterato.
Una sua opera, "GIULIANA", venne rappresentata al Teatro Comunale di Forlì nel 1909 ottenendo un certo successo. Compose numerosi lavori per archi, marce, cantate, una "MESSA SOLENNE", ballate...
Scrisse biografie, critiche, opuscoli di diverso argomento, opere didattiche. Fu in corrispondenza e amicizia con Charles Gounod, Arrigo Boito, Bazzini.
Fu maestro di violino di Benito Mussolini, a cui dedicò l'ultimo suo lavoro musicale.
Visse povero: donò, alla sua morte, migliaia di volumi alla Biblioteca di Tripoli e a quella di Forlì.

PRATELLA FRANCESCO BALILLA (Lugo, 1880 - Ravenna, 1955)
Fu uno dei massimi musicisti romagnoli dell'ultimo secolo. Lo si ricorda per l'adesione al Futurismo: fu infatti curatore dei tre "Manifesti musicali" (1910/11/12) ed autore de "L'Aviatore Dro" (1914) che é l'unico lavoro musicale futurista ancora rappresentato.
Continua fu la ricerca musicologica, con la riscoperta di importanti autori dei secc. XVI-XVIII (ad esempio Carissimi), la produzione di opere di divulgazione e la creazione di nuovi lavori musicali.
Legato alle tradizioni romagnole (lo evidenziano anche le opere dei primi anni del secolo), conobbe nel 1917 lo scrittore forlivese Antonio Beltramelli. Frutto della loro feconda collaborazione furono alcune opere, ma soprattutto nel 1920 la fondazione, de "La Pié", da loro e da Aldo Spallicci fortemente voluta.
Numerosi furono i contributi di Pratella alla rivista, in campo musicale ma anche nelle arti figurative.
Forte fu il suo coinvolgimento nella creazione dei nuovi gruppi polifonici di canterini (le "camerate") e continua la ricerca, con seguente trascrizione, degli antichi canti popolari, a cui si aggiunse la creazione di nuove "cante" che entreranno a far parte del rinnovato patrimonio polifonico della nostra terra.
Ricordiamo, fra le tante, "I CAVALER 'D FRAMPUL", "LA PIE' ", "MUROSA D'UNA VOLTA" (tutte su versi di Spallicci), e la trascrizione almeno de "GLI SCARIOLANTI".

SPALLICCI ALDO (S.Croce di Bertinoro, 1886 - Premilcuore, 1973)
Il dott. Aldo Spallicci è qui ricordato per la sua infaticabile opera di poeta, scrittore e autore dei testi delle "CANTE DELLA NUOVA ROMAGNA" .
Al sodalizio avviato dal 1910 con Cesare Martuzzi si deve la nascita dell'interesse e della creazione della nuova polifonia romagnola che ha prodotto, in una trentina d'anni e con l'apporto di altri autori (Francesco Balilla Pratella, Turibio Baruzzi, Guido Bianchi, Igino de Biase, Alberto Ceccarelli) veri capolavori che vanno al di là del confine strettamente regionale.
La nascita della forlivese "Camerata dei canterini", a cui seguirono altri gruppi corali un po' in tutta la Romagna, permise l'esecuzione delle prime cante, musicate da Martuzzi su testi dialettali di Spallicci ("LA MAJE" , "A GRAMADORA") che comparvero stampate su "IL PLAUSTRO", la rivista fondata e diretta dallo stesso Spallicci dal 1911 al 1914.
Nel primo dopoguerra, nel 1920, al periodico successe "LA PIE' ", voluta ancora da Spallicci insieme ad Antonio Beltramelli e a Francesco Balilla Pratella.
La gloriosa rivista ospitò molti dei nuovi testi poetici di "Spaldo" : i versi, in dialetto forlivese, ci permettono di conoscere tutto l'amore per la terra romagnola, la sua civiltà, le tradizioni, il lavoro, in una descrizione serena, talora appassionata, spesso malinconica. I versi vivono di vita anche propria, al di là della musica per cui furono scritti.

CESARE MARTUZZI (Alfonsine, 1885 - Forlì, 1960)
Forlivese d'adozione, Cesare Martuzzi con le sue "CANTE DELLA NUOVA ROMAGNA" scrisse autentici capolavori fra l'inizio del secolo e gli anni quaranta.
Direttore di cori in varie città d'Italia (a Udine su raccomandazione di Pietro Mascagni che ne conosceva il valore), operò poi soprattutto nella nostra città.
Il sodalizio artistico con Aldo Spallicci, autore dei testi, produsse cante straordinarie per qualità e assai popolari per la diffusione che conobbero. "LA MAJE", "LA VOSTA ROSA", "E' MI PAES", "DMENGA A CESENA", "A TREBB", "DA RAVALDEN", "A GRAMADORA", sono solo alcuni dei titoli delle cante più famose che si ispirarono alle stagioni, al lavoro, ai paesaggi romagnoli, alla guerra, ai borghi di Forlì: é la voce della Romagna che si esprime nel canto corale su cui si eleva, talvolta, la voce del solista. E' canto corale non monocorde, anzi, spesso é dotato di una complessa scrittura polifonica.
Al Museo Romagnolo del Teatro di Forlì é possibile visionare materiale che si riferisce alla "Società dei Canterini" divenuta poi "Camerata" in cui erano presenti anche voci femminili.
Il primo gruppo corale dei " Canterini" era stato fondato in Romagna dal Martuzzi fin dal 1910 ed ebbe vita attiva fino al 1930. Negli anni del secondo dopoguerra, il maestro fondò una nuova corale: la "Scuola Sperimentale di Polifonia" che fu sciolta nel 1956.
Da sottolineare l'esperienza didattica sfociata nella sua "Grammatica musicale" che si avvale di un sistema da lui ideato: "Musicotipia" di grande praticità.

CARIOLI BRUTO (Alfonsine, 1902 - S. Pietro in Vincoli, 1983)
Con Martuzzi e Pratella fu uno dei padri della nuova musica popolare romagnola, attraverso la ricerca di antichi canti tradizionali, la raccolta e lo studio delle nuove cante degli anni venti e l'organizzazione di cori (il suo primo gruppo venne fondato a S. Pietro in Vincoli nel 1929: con alterne vicende ne proseguì la direzione fino alla morte).
Meritorio é il volume Cante e canterini di Romagna, e fondamentale l'Antologia discografica che raccoglie su dischi il più vasto panorama del canto romagnolo.

PRATI GIUSEPPE (DON PIPPO) (Forlì, 1885 - 1952)
Più nota é l'opera pastorale del popolare don Pippo, figura a cui i Forlivesi restano legatissimi per la grande carità e santità dell'intera vita: mons. Giuseppe Prati fu anche autore di litanie, mottetti, inni sacri, una Messa dalla grande cantabilità e dalla forte ispirazione religiosa. Gli inni furono musicati su testi di mons. Adamo Pasini: si ricorda in particolare "DI VIVIDA FIAMMA" del 1928 dedicata alla Madonna del Fuoco patrona di Forlì.

CARLO BRIGHI (E' ZACLE'N) (Savignano, 1853 - Forlì 1915)
Fu l'attivo animatore delle orchestre che allietarono le feste popolari della Romagna con il brio delle loro melodie e la vitalità che esprimono.
E' considerato il capostipite della schiera di musicisti che hanno reso popolare e diffuso in tutta la regione il "liscio" , inteso come espressione del genuino sentimento della gente di Romagna.
Violinista virtuoso, fu autore di composizioni genuine e immediate per ispirazione, ma anche pregevoli per fattura. Da ricordare almeno "IL VALZER DI SAN MARTINO".



BIBLIOGRAFIA

Casadei Ettore, La città di Forlì e i suoi dintorni, Soc. Tip. Forlivese, Forlì 1928;
Gori Maria Cristina, La pittura della finzione. Architettura e decorazione a Forlì nei luoghi dello spettacolo tra '800 e '900, Fotolitografia La Greca, Forlì 1997;
Guarini Filippo, Diario forlivese (1863-1920), Ms BCFo
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