Luigi Ridolfi

di Mauro Mariani,
Mostra fotografica  "Luigi Ridolfi e Pievequinta",
Palazzo Mosignani Pievequinta, Forlì
in occasione della IV Festa di Quartiere (19-20 giugno 1999)

Luigi Ridolfi nacque a Pieveguinta l'11 aprile 1894 da Matteo e Rossi Giuseppa e qui frequentò la scuola elementare; qualche anno più tardi la sua famiglia si trasferì a Forlì dove si diplomò alla scuola di Arte e Mestieri ''Umberto I° ".RIDOLF0.JPG (96065 byte)   Finita la scuola si arruolò nel genio militare, per poi passare, appena iniziarono i corsi di pilota aviatore, nell'aeronautica Gli articoli dell'epoca sono pieni di retorica e belle parole sulla passione di Ridolfi: certamente fare il pilota d'aeromobili a guel tempo significava avere un animo spericolato, e Luigi probabilmente era uno di quei "matti", che fecero decollare l'aeronautica militare prima e quella civile poi.
Alla fine del 1914, in una cartolina spedita al padre, affettuosamente  dice

" Caro padre ho ricevuto la vostra nella quale noto molte domande; è inutile fare tutte queste domande perché come .sapete ora .siamo in tempo di guerra e capirete che hanno bisogno di soldati che sappiano maneggiare bene l' arme e dunque non bisogna più parlare di dirigibili e aeroplani; ora il genio non è altro che diventato fanteria. Questo però bisogna attribuirlo alla troppa confusione che c'è. Sono arrivate le reclute ed io sono istruttore di 25 soldati e capirete la pazienza e il fiato che bisogna adoperare.

Di nuovo saluti vostro figlio Luigi, Ridolfi "

Appena ottenuto il brevetto di pilota aviatore il 2 agosto 1915 (ironia della sorte morirà esattamente 4 anni dopo), iniziò a fare il pilota istruttore e vi rimase per 21 mesi, fino a quando, nel luglio del 1917, non cominciò le azioni di guerra Ridolfi era pilota bombardiere e compì oltre 6000 voli e 65 azioni di bombardamento; in otto mesi di guerra stabilì un record assoluto per l'aviazione dell'epoca, arrivando a vincere il premio "Bombardieri del cielo" di L 2 000, messe a disposizione dal "Secolo Illustrato"
Questa speciale classifica veniva stilata dall'Ufficio dei Servizi Aeronautici presso il Comando Supremo sulla base del maggior numero di ore di volo, della difficoltà delle azioni, delle bombe lanciate, dei risultati ottenuti e di qualunque altro criterio fosse valso a rilevare l'abilità, I' attività dei piloti, degli osservatori e dei mitraglieri in operazioni di bombardamento esclusivamente svoltesi tra il 1° Novembre 1917 e il 28 Febbraio 1918. Si guadagnò sui cieli di guerra tre medaglie; una d'argento per il numero di bombardamenti eseguiti sui cieli d' lstria e del Carso, una per aver eseguito nel cielo di Levico 1'11 gennaio 1918 un bombardamento stellare, cioè in notturna, con il solo aiuto delle stelle; una d'oro gli venne concessa dal regno di Serbia ed infine una croce di guerra di "motu proprio" dal Re del Belgio. Terminato il conflitto mondiale, passò all'aviazione civile collaudando gli aerei della Caproni; il 21 marzo 1918 alle 14,30 arrivò nella sua Forlì facendo evoluzioni e atterrando in Piazza d'Armi (attuale piazzale della Vittoria), subito attorniato da curiosi festanti.
Ridolfi si trattenne due ore, poi ripartì eseguendo il giro della morte sia sulla Piazza d'Anni sia sulla Piazza Maggiore.
Era ritenuto unanimemente un pilota esperto e bravissimo, forse il migliore, ma purtroppo, proprio a bordo di uno di questi aerei precipitò il 2 agosto 1919 nei cieli di Taliedo, alle porte di Verona. Questa disgrazia fece scalpore all'epoca, perché oltre a Ridolfi morirono altre 15 persone, fra cui l'altro forlivese Tullo Morgagni, allora direttore del giornale milanese "i/ Cielo", e altri quattro giornalisti.
L'incidente suscitò diverse polemiche sui giornali dell'epoca. circa la leggerezza dei controlli dedicati dalle autorità a questi voli sperimentali ; il CAó()() guidato dal Ridolfi e da Marco Resnati si spezzò in volo; infatti i pezzi dell'aereo e i corpi dei sedici occupanti furono dispersi in un raggio di quattrocento metri

Il nostro pilota non era nuovo a questi raid aerei: aveva già volato con il grande biplano sulla linea Milano-Roma, Roma-Napoli e ritorno, Milano-Torino e ritorno, Milano-Venezia. Luigi Ridolfi ricevette solenni onoranze funebri a Forlì, ed oggi la sua salma riposa nel cimitero monumentale, dove all’ombra di un cipresso risalta il suo busto di bronzo, opera dello scultore Bernardino Boifava; a Lui furono dedicati negli anni successivi la scuola elementare di Pievequinta, una strada cittadina, e poi nel 1936 il nuovo aeroporto civile forlivese. Al suo compaesano e sfortunato compagno di sventura Tullo Morgagni fu invece dedicato il nuovo stadio di calcio. Certamente in questi 80 anni, tanti sono passati da quella sciagura, molti hanno scritto sull'uomo e pilota, per cui in mostra abbiamo ritenuto più opportuno approfondire quella parte della sua vita privata che risulta completamente sconosciuta, e che riguarda Ridolfi e Pievequinta. Grazie alla gentilezza della famiglia Sergio Bonetti di Caserma e Goffredo Sbaraglia di Forlì possiamo presentare un certo numero di fotografie ed alcuni scritti di Luigi Ridolfi e della sua famiglia completamente inediti.

 

Mauro Mariani

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