Interviste a personaggi di Forlì

HO INTERVISTATO MIA NONNA AMADUCCI ROSA


1) Nonna, quando hai iniziato a lavorare alla Mangelli?

Ho iniziato nel 1933, a 14 anni, senza libretto di lavoro e ci sono rimasta fino al 1966. Al compimento del quattordicesimo anno, ho avuto il libretto.


2) Come andavi al lavoro?

In bicicletta, sia d'inverno che d'estate e a piedi, da Villa Selva, oltre il Ronco, dove abitavo, quando c'era molta neve e lo spartineve non passava.


3) Come si chiamava il reparto dove lavoravi?

Ho lavorato in aspatura e nel reparto rocche.


4) Come era suddiviso la Mangelli?

La Mangelli comprendeva la S.A.O.M. (Società Anonima Orsi Mangelli), la S.I.D.A.C. (Società Italiana Dell' Anonima Carta) e il Forlion, che lavorava il nylon.


5) Che cosa lavorava la S.I.D.A.C.? E la S.A.O.M.?

La S.I.D.A.C. lavorava la carta e la cellulose e si fabbricavano sacchetti per caramelle e carte veline. La S.A.O.M. lavorava la viscosa, che è un ricavato del legno, e giungeva in fabbrica sotto forma di una polentina, che veniva fatta passare in macchine chiamate "filiere" che la trasformavano in filo e di qui, attraverso diversi reparti, in rayon pronto per essere spedito.


6) Quali erano questi reparti?

La filatura era il reparto che li trasformava in filo, in torcitura il filo veniva attorcigliato, poi in aspatura grandi macchinari come dipanatoi formavano grandi matasse, ogni macchina formava 10 di queste matasse chiamate "aspe", poi tutto passava nel reparto rocche, dove il filo veniva raccolto in rocchetti tipo quelli delle magliaie. C'era poi il reparto candeggio dove il filo veniva bagnato e tinto; nel reparto battitura veniva battuto nel punto dove era avvenuta la legatura della matassa per trovare fili rotti; ed infine il prodotto giungeva all'ufficio spedizioni, dove veniva passato, imballato in scatoloni che un camion di "Soffritti" portava a Milano.


7) Chi lavorava in questi reparti?

Lavoravano donne in tutti i reparti, tranne in filatura e continua, dove lavoravano uomini che facevano turni anche la domenica.


8) Che turni facevano?

Essi lavoravano due giorni dalle 6:00 alle 14:00, due giorni dalle 14:00 alle 22:00, e due giorni dalle 22:00 alle 6:00. Quindi gli veniva concesso un giorno di riposo.


9) Che divisa indossavano gli operai e le operaie?

Gli uomini avevano la tuta, mentre le operaie un grembiule nero di rayon con il bavero di colore diverso a seconda del reparto a cui appartenevano. Per aspatura, il bavero era rosso, mentre celeste per la torcitura.


10) C'era una mensa?

Sì, c'era un refettorio con tavoli, panche e rubinetto dell'acqua, e c'era mezz'ora di tempo per mangiare. Alcuni portavano il cibo da casa; alla mensa si poteva avere solo la minestra; riso, spaghetti, maccheroni in scodelle d'alluminio. Chi la voleva doveva prenotare in cucina la mattina e staccare un buono dal blocchettino di 10 buoni acquistato in precedenza.


11) A che ora pranzavate?

Il primo turno della mattina pranzava dalle 9:00 alle 9:30, mentre quelli del pomeriggio dalle 6:00 alle 6:30; di notte non si pranzava.


12) Quando era giorno di paga?

Ogni 15 giorni distribuivano le buste paga.


13) Quante ferie avevi?

Circa dodici giorni.


14) Come era retribuito il lavoro?

Il lavoro era a cottimo. In aspatura, più aspe si facevano, più si prendeva di paga. Ogni operaia aveva un numero, ad ogni aspa che terminava, applicava sopra una medaglia col proprio numero. Quando venivano controllate le legature delle matasse, venivano tolte le medaglie ed attaccate in un tabellone, dove vi erano i nomi delle operaie e ne tenevano conto a fine mese per lo stipendio.


15) Bisognava entrare in orario?

Sì, si entrava in portineria ed occorreva timbrare il cartellino 5 minuti prima dell'orario del turno: a chi arrivava un minuto in ritardo, a fine mese era trattenuta mezz'ora di paga.


16) Quanti operai eravate?

Eravamo circa 2000.


17) Oltre gli operai dei diverse reparti, chi lavorava?

Oltre agli operai c'erano: le donne per la cucina, fabbri, elettricisti, idraulici, un pesatore, impiegati, un portiere e facchini.


18) Gli operai dell'Orsi Mangelli, avevano delle agevolazioni?

Sì, c'era un dopo lavoro, per gli operai che volevano fare la spesa di generi alimentari e calze Omsa da donna, che provenivano dalla fabbrica Orsi Mangelli di Faenza e tutto a prezzi moderati. Inoltre, durante l'anno, si potevano prenotare le patate, le mele, la cipolla per fare provviste per l'inverno a prezzo buono.


 

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