Sperimentazioni di innovazioni sociali - Comune di Forlì (FC)

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 Innovazione sociale e programmazione partecipata

 

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Il distretto di Forlì a partire dall'elaborazione del piano di zona triennale 2009-2011 ha posto le basi per l'avvio di un percorso di programmazione partecipata con la comunità locale: programmazione partecipata per un welfare di comunità.

 

 

Realizzare un welfare partecipato significa attivare le risorse presenti nella comunità sfidando la capacità istituzionale nel riagganciare soggetti e gruppi solitamente più distanti da una relazione diretta con le istituzioni.

 

 

 

L’elaborazione partecipata sfida la capacità di costruire davvero un pensiero innovativo sulla comunità che metta a fuoco i mutamenti sociali più recenti.

 

 

Sono gli stessi servizi che devono “andare verso” i cittadini senza attenderli nelle loro stanze, in particolare, andare verso quelli che si sono allontanati dalle istituzioni, come ad esempio i “nuovi vulnerabili” - disabituati alla richiesta di aiuto - o gli “abitanti-non-cittadini” - coloro che vivono relazioni sociali intense senza interloquire con le istituzioni in modo agevole o paritario – come sono oggi i migranti, ma anche i giovani.

 

 

Anziché attenderli allo sportello dei servizi quando il loro problema si è fatto insostenibile o cronicizzato, l’idea è di generare collettivamente nuove risorse per aumentare la consapevolezza e per far fronte a una alle fasi iniziali del disagio.

 

 

Concretamente si vuol favorire l’incontro e lo scambio tra gruppi sociali sconosciuti gli uni agli altri, favorendo la costruzione di contesti in cui sia possibile un’elaborazione collettiva dei disagi individuali, spesso ancora non consapevolmente formulati in forma di richieste o di problemi.

 

 

Occorre porsi l’obiettivo di affrontare dimensioni nuove e trasversali del disagio sociale, che riguardano vaste fasce di età e gruppi sociali per elaborare politiche trasversali ai target e ai singoli servizi.

 

 

Nel distretto forlivese è presente una cabina di regia per la programmazione partecipata per la promozione di processi partecipativi di programmazione territoriale.

 

 

Alla cabina di regia nella sua convocazione “allargata” partecipano soggetti pubblici, privati, del terso settore, cittadini e gruppi sociali.

 

Dietro ad una esigenza territoriale (territori simili/problemi simili) si è deciso di dividere Forlì in 5 Zone  ed il Distretto in tre.

 

In ogni zona c'è una cabina di regia "ristretta" formata sempre da pubblico, privato e cittadini, che sviluppa concretamente una soluzione ai problemi, mettendo in campo le proprie risorse e la propria voglia di comunità.

 

Da queste sono nate varie sperimentazioni territoriali.

 

 

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