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ʺUn’Opera al meseʺ, evento speciale per gli 800 anni di San Francesco

Domenica 4 ottobre ore 18:30 al San Giacomo il dipinto di Giuseppe Cesari

Data :

2 ottobre 2026

Categorie:
Cultura
Turismo
Municipium

Descrizione

In occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco d'Assisi "Un'Opera al mese" dedica al Santo patrono d'Italia un appuntamento speciale, presentando al pubblico un capolavoro d'arte a lui dedicato: il dipinto di Giuseppe Cesari detto il Cavalier d'Arpino "San Francesco riceve le stigmate" (risalente al secondo decennio del XVII secolo) appartenente alle collezioni del Museo Civico di San Domenico.
Appuntamento domenica 4 ottobre, ore 18:30, con ingresso gratuito, nella Chiesa di San Giacomo alla presenza del Sindaco Gian Luca Zattini e di sua Eccellenza il Vescovo Monsignor Livio Corazza.
La rassegna, curata da Stefano Benetti, giunta al trentaduesimo incontro, è organizzata dal Servizio Cultura Turismo dell'Assessorato alla Cultura in collaborazione con gli Amici dei Musei di Forlì.
“Nell’anno dei festeggiamenti per l'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi, non potevamo non dedicargli un momento speciale anche all’interno della rassegna Un’Opera al Mese” – dichiarano il Sindaco, Gian Luca Zattini, e il Vicesindaco con delega alla cultura, Vincenzo Bongiorno. “Esporremo un dipinto appartenente ai nostri Musei Civici, una rappresentazione del Santo di Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d'Arpino. Sarà un momento molto speciale per la città, che condivideremo con il nostro Vescovo, Monsignor Livio Corazza, per celebrare la figura di San Francesco e diffondere con la potenza dell’arte il suo messaggio di pace e fratellanza”.
“Forlì - dichiara il Vescovo Monsignor Livio Corazza è una città che ci parla ancora oggi di Francesco: per storia, opere d’arte, chiese, persone e beni culturali. Ringrazio l’Amministrazione comunale per avercelo ricordato proponendo una delle tante opere: “San Francesco riceve le stigmate”. Dante Alighieri nel Canto XI del Paradiso descrive Francesco dicendo che "in somiglianza di Cristo, si fece degno d'esser nel suo sigillo un'altra impronta". La vita di san Francesco fu così piena di carità e spirito evangelico da essere considerato un vero e proprio  alter Christus (un altro Cristo) vivente.
Celebrando l’VIII centenario della sua morte, non lasciamolo nel quadro. Abbiamo bisogno anche oggi del suo messaggio, come dell’aria che respiriamo. La via di san Francesco è una via sempre attuale perché è la via della pace e della bellezza. Diventiamo anche noi, almeno un poco, come lui”.
A presentare il capolavoro sarà la Professoressa Barbara Ghelfi, docente di Storia dell’Arte Moderna dell’Università di Bologna.
“Tra i soggetti più diffusi nella pittura italiana ed europea del Seicento - commenta Barbara Ghelfi - san Francesco ha offerto agli artisti l’occasione di misurarsi con la rappresentazione della sua vita, traducendo in immagini la forza della fede e il mistero dell’incontro con il divino. Un posto centrale spetta alle stimmate, i segni della Passione di Cristo, che il santo ricevette sul monte della Verna nel 1224. A questa tradizione è dedicato il San Francesco che riceve le stigmate conservato presso il Museo Civico San Domenico di Forlì e attribuito a Giuseppe Cesari, meglio noto come il Cavalier d’Arpino, protagonista della scena artistica romana tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. Pittore prediletto dai pontefici e dalla committenza aristocratica, Cesari è noto per aver accolto nella propria bottega il giovane Caravaggio, destinato a rinnovare profondamente la pittura del tempo. Nel dipinto di Forlì, la figura del santo e l’apparizione celeste dialogano immersi in un paesaggio di rocce, alberi e suggestivi bagliori di luce”. In occasione della ricorrenza di san Francesco, patrono d’Italia, ripercorreremo la storia del quadro e le ragioni che hanno portato gli studiosi a riconoscervi la mano del Cavalier d’Arpino. Il confronto con le interpretazioni del soggetto offerte da Caravaggio e da altri maestri del Seicento permetterà poi di capire come lo stesso tema abbia ispirato immagini molto diverse. Sarà dunque l’occasione per riscoprire un dipinto delle collezioni cittadine e interrogarsi sui diversi modi con cui la pittura ha dato forma all’invisibile”.

Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2026, 13:33

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