Descrizione
“Il Piano Strategico non nasce da un obbligo normativo, ma da una scelta ben precisa: quella di interrogarsi sul futuro della nostra comunità e la direzione che si vuole intraprendere - ha spiegato l’Assessore Andrea Cintorino in commissione - è uno strumento operativo, non un libro dei sogni, che intreccia più interlocutori e contesti. Nel metterlo a terra si va oltre il territorio comunale, verso un orizzonte temporale che scavalca l’attuale mandato di governo. Il documento immagina una Forlì connessa, accessibile, sostenibile, solidale e attrattiva: una città che valorizza la propria identità e affronta con apertura e capacità di innovazione le trasformazioni dei prossimi decenni, nella quale competitività e coesione sociale procedono insieme.”
Welfare, sport, infrastrutture, territorio, cultura, economia, centro storico, mobilità, ambiente, sicurezza, turismo, intermodalità, università, turismo, lavoro, politiche giovanili, scuola, cooperazione, transizione energetica e rigenerazione urbana.
“Il senso del Piano Strategico – ha aggiunto – è mettere a sistema questi importanti argomenti all’interno di un progetto armonioso e condiviso di sviluppo e crescita del nostro territorio. Conclusa la fase di elaborazione, entreremo nel vivo dell’attuazione del piano, trasformando i contributi raccolti in interventi concreti e azioni strategiche”.
“Siamo partiti da un primo lavoro di analisi per capire le principali opportunità e criticità del territorio” - ha aggiunto Andrea Pillon, Responsabile metodologico del percorso partecipativo per la redazione del Piano - “abbiamo realizzato 45 interviste e 2 grandi incontri pubblici con oltre 150 organizzazioni, categorie economiche, sindacati e associazioni. Questo percorso ha portato all’elaborazione di una prima versione del piano strategico, una bozza caratterizzata da 4 assi, 14 linee strategiche e 105 azioni possibili. Il primo dei quattro temi, emersi nel corso dei tavoli di lavoro, è quello della valorizzazione della città all’interno di un sistema di area vasta. Il secondo asse riguarda invece l’accessibilità e la sostenibilità all’interno del contesto urbano; mobilità e verde pubblico, economia circolare, benessere, inclusione sociale e sport si intersecano per una concezione integrata della qualità della vita. All’interno del terzo asse, quello della solidarietà e sicurezza, è stato declinato il tema del centro storico e della residenzialità, dei giovani e del welfare. L’ultimo asse, quello dello sviluppo economico, raccoglie invece le grandi sfide del sistema produttivo, dell’aerospazio, della semplificazione economica, della filiera agricola e dell’identità universitaria.”
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Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2026, 17:20